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“L’Antiquario: custode e garante
per la tutela e la conservazione dei Beni Culturali”
Note di Laura Crotti, Presidente del Gruppo
Mercanti d’Arte Antica di Bergamo a
margine del Convegno tenutosi all’interno della mostra
d’antiquariato Bergamo Antiquaria il 30 gennaio 2006
Perchè un Covegno su di noi?
L'idea di questa iniziativa è nata all'interno del Consiglio del
nostro Gruppo, perché Il Gruppo Provinciale Mercanti d’Arte
Antica Bergamo da tempo sente fortemente l'esigenza di una
comunicazione, di un dialogo, di un coinvolgimento all’interno
del mondo dell'antiquariato da parte delle Istituzioni, dei
collezionisti e dei semplice appassionati d'arte, volendo da
parte nostra sottolineare l'importanza del ruolo dell'Antiquario
nella tutela e nella conservazione dei Beni culturali.
La neve di gennaio non ha aiutato una partecipazione “fisica”
ampia al Convegno, ma la risonanza che internet ha già dato
all’evento attraverso il sito amico di
eos
e da oggi con il
nostro sito antiquarifima.it finalmente attivo, va al di la del
successo immediato: resta come documento a disposizione di tutti
noi.
Poi, maltempo a parte, la qualità degli
interventi è stata alta
e significativa.
Mi pare che dal Convegno siano emersi dei fatti nuovi ed
importanti (o forse solo recuperati i perduti)per dare, senza
alcuna enfasi, ma con anche senza falsa modestia, una visione
aggiornata della nostra professione.
In passato la figura
dell’Antiquario era legata a vecchi stereotipi, antichi anzi, e
duri da rimuovere. A volte era il degno protagonista,
nell’immaginario collettivo, di torbide trame: pensate ai libri
gialli la cui trama lo vedeva essere il manovratore occulto di
un delitto compiuto “dall’ avido ereditiero” per potersi
impossessare di un importante quadro di casa, il famoso
“capolavoro sconosciuto agli altri eredi”, oppure tenete
presentela
figura del collezionista legato alla committenza di un furto
clamoroso in qualche Museo, qualche volta addirittura con tanto
di sostituzione dell’opera. Vecchia letteratura, vecchia
filmografia. Oggi sappiamo, ma noi antiquari lo sappiamo da
molti anni, che dietro ai furti clamorosi, vedi quello del
Caravaggio di Palermo, ci sono le organizzazioni mafiose e non
antiquari e collezionisti.
Si rimuovono dunque
alcuni degli stereotipi, duri tuttavia a morire. Ecco perchè da
parte nostra si sente l’esigenza di modificare nell’immaginario,
quando si parla di “Antiquari”, questa figura misteriosa,
solitaria, spesso avida di denaro e non
appassionata
d’arte.
Negli ultimi decenni si è ormai affermata una figura nuova, che
trova sempre più spazio nei fatti concreti, ma che ancora a
fatica riesce a spogliarsi di questo mantello di mistero che ci
ha sempre accompagnato.
Ecco quindi che questo incontro di Bergamo diventa un momento
importante, cui altri dovranno seguire, per riportare alla luce
la professione dell'Antiquario, come colui che ama a tal punto
l'Arte in tutte le sue espressioni, da farne una professione di
vita, in cui impegna a fondo le proprie competenze, sempre
arricchite dall'esperienza e da un costante studio ed
aggiornamento, che non mette solo a disposizione del cliente, ma
della intera comunità culturale.
L'Antiquario – dobbiamo affermare con forza - si trova in prima
linea nella divulgazione e nella salvaguardia del patrimonio
artistico; spesso è proprio l'Antiquario che scopre opere di
valore e le riporta alla luce del sole.
L'Antiquario con la propria passione e curiosità è sempre in
continua ricerca di un'opera d'arte, ne apprezza il valore
artistico
-
culturale, la sua unicità e proprio per questo decide
spesso di farla diventare parte di una collezione, ed utilizza
il commercio per affidarla al proprio cliente, coinvolgendolo in
prima persona nella conservazione dell’opera.
Naturalmente quando parlo di opera d'arte non mi riferisco
solamente a opere di caratura nazionale e internazionale come
possono essere ad esempio un dipinto del Tiziano o una saliera
del Cellini, ma di tutto quello che fa parte del mondo dell'
antiquariato, l’arte “minore”, che minore non è affatto, l’arte
vissuta come tradizione ed identità della nostra storia a tutti
i livelli: nazionale, regionale, locale, ma che dell' Arte è
patrimonio, è bene culturale nel senso più ampio e
riconoscendolo tale, l'antiquario si adopera, anzi è in prima
linea, per conservarlo e divulgarlo.
Del resto è stato stabilito anche dal Codice Urbani che tutto
ciò che ha più di 50 anni è considerato un bene culturale,
esprimendo un concetto troppo vago ed ampio direi, ed a volte
mettendo in difficoltà l’antiquario, visto che non sempre è vero
che un oggetto, un dipinto, un mobile solo perchè abbia 50 anni
sia degno di essere tutelato con la stessa cura di un opera
d’arte. Ecco quindi che la nuova figura dell’antiquario cerca,
anche attraverso incontri come questo, un dialogo e una
cooperazione con le istituzioni, perchè la cosa che ci accomuna
è proprio l’amore per l’Arte e la sua tutela.
La mia storia personale, simile a quella di tanti noi antiquari,
aiuta forse a conoscerci meglio. Ho iniziato a lavorare e a
respirare l’atmosfera magica della Galleria di mio padre subito
dopo la maturità, ma è scolpita nella mia memoria, la passione
di mio padre per tutto ciò che è Arte; ho avuto la fortuna di
assistere alla nascita di tantissime sue collezioni delle più
svariate tipologie di oggetti di antiquariato: dalle pipe in
schiuma, ai sigilli, alle tabacchiere alle miniature, ai
netzuchè, agli orologi da tasca...
E ogni volta che arrivava a un
numero sufficiente per considerare la Sua collezione completa
(non solo per una questione di quantità ma per diversità di
materiale di epoca di rarità)...Allora e solo allora, in quel
momento iniziava la ricerca del cliente adatto...
Mio padre cercava quel cliente che ne avrebbe apprezzato la sua
completezza e la sua unicità.
Ecco, i primi passi sono iniziati nella scia di una tradizione
familiare, che continua con me, come per molti di noi, solo che
oggi viviamo nel 2006 e abbiamo dalla nostra parte mezzi di
comunicazione come internet:molto più veloci e immediati
rispetto ai mezzi del passato, e dobbiamo cercare di sfruttare
al meglio ”questa arma in più” che ci viene concessa dalla
tecnologia più avanzata; quella modernità e quella tecnologia
che spesso andava nel senso opposto di quello che era il mondo
dell’arte e dell’antiquariato, ma che oggi diventa un mezzo per
accelerare e facilitare il confronto e l’arricchimento
culturale.
Non dimentichiamoci quindi che, attraverso la sua professione,
l'Antiquario fa sì commercio, ma contemporaneamente divulga
cultura, mette a disposizione del pubblico le proprie
conoscenze, trasmette la sensibilità e l'amore per l'arte.
L’Antiquario oggi
studia, si aggrega in associazioni per tutelare il cliente e se
stesso, fa mostre, è più responsabile e cosciente della sua
funzione, cerca dialogo con le Istituzioni, si rivolge e
coinvolge i più attenti storici dell’arte.
Non è una novità la
presenza di Sgarbi o di Paolucci alle inaugurazioni di
manifestazioni d’arte e delle più importanti mostre di
antiquariato, e loro stessi hanno più volte sottolineato il
ruolo imprescindibile di cinghia di trasmissione della passione
collezionistica, di divulgatori attenti, di noi Antiquari come
coloro i quali spesso sono protagonisti di scoperte d’opere di
importanza internazionale, oltre che nazionale.
L'antiquario quindi è stato è e rimarrà uno dei principali
amanti dell'arte e uno dei primi custodi del patrimonio
artistico di ogni paese.
Del Gruppo Mercanti d’Arte Antica di Bergamo è Presidente Laura
Crotti, Vice Presidente Monica Ubiali e Consiglieri Gianluca
Andreotti, Beatrice Bellini e Gabriele Previtali
Per uno scambio
di opinioni riguardo ai temi trattati
GRUPPO MERCANTI D'ARTE ANTICA - VIA G. PAGLIA 26
- 20400 Bergamo - tel 035/4120257
Laura
Crotti: ars.antiqua@mclink.it
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