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L'intervento
di Domenico Piva
Presidente della Federazione
Italiana Mercanti d'Arte
Apprestandomi a scrivere queste
righe mi rendo conto che il fatto stesso costituisce il segnale
che la nostra Federazione è una realtà viva ed attuale, in
continua e costante evoluzione e che oggi come in passato si
preoccupa di essere il tramite, attivo e propositivo, tra le
esigenze del mercato e gli antiquari che rappresenta.
Al passo con i tempi abbiamo
ristrutturato queste pagine che speriamo diventino uno strumento
di comunicazione utile e completo al servizio dei singoli
antiquari, delle associazioni territoriali e nel rapporto tra
noi e la nostra clientela.
La comunicazione ad ampio
raggio e la dilatazione degli spazi che questo strumento offre
mi permette di parlare un poco di noi antiquari, del nostro
mondo, del mercato attuale, di quella che credo debba essere la
nostra filosofia e strategia professionale. In sostanza di
aprire queste pagine istituzionali partendo con alcune
considerazioni sull’essere antiquari oggi.
Penso che il lavoro
dell’antiquario sia realizzare in veste professionale un impulso
che è del cuore e dello spirito.
La nostra è un’attività che
nasce dall’amore di collezionare, e prima ancora dal piacere di
cercare una grande varietà di oggetti che affascinano perché
espressione d’ingegno e creatività, ma anche di gusto moda e
cultura. Oggetti, dunque, che proprio perché sopravvissuti ad un
tempo che non è più, oggi sono con le pagine di storia che ci
tramandano portatori di valori estetici, di vitalità
intellettuale e culturale, talvolta di etica, ma sempre e su
tutto di civiltà. Conservare questi valori e rispettarli nella
nostra attività ci consente di lavorare bene, sempre, ad ogni
livello ed in ogni momento.
Questo modo di operare è la
nostra forza come singoli e come categoria, perché se ancora
affascina la figura dell’antiquario nella sua bottega velata dal
tempo è altrettanto vero che questa immagine è destinata a
svanire per far emergere una classe di imprenditori preparati,
professionalmente sapienti, di quella sapienza che oggi vuol
dire saper scegliere il restauro corretto, affrontare una
ricerca storico artistica del pezzo, fornire studi e
documentazioni, dare anche consigli sugli investimenti in opere
d’arte.
L’impegno di tutti è
valorizzare il contenuto di competenze, esperienze e conoscenze
specialistiche insite nella professionalità di ognuno, è stare
al passo col mercato che, anche nel nostro mondo, risponde
sempre di più alla legge della domanda e dell’offerta, dove la
domanda spesso è più determinante dell’offerta.
Non si può negare che ci sia
stato un avanzamento culturale che ha portato a richieste più
puntuali e precise da parte di una clientela sempre più
preparata ed esigente, nonché al moltiplicarsi dei motivi di
collezionismo: con la diffusione della cultura antiquaria
abbiamo spesso compiuto la rivalutazione culturale di molti
settori delle arti, specialmente quelle dette minori o
applicate.
Proseguire questo impegno vuol
dire anche interrogarsi di continuo sul ruolo dell’antiquario
nel mondo contemporaneo, riuscire a cogliere i mutamenti del
gusto, le esigenze della clientela e andare loro incontro. Non è
di oggi scoprire che gusto e mode nascono da scelte quasi
individuali sostenute con forza da chi vede quello che gli altri
non vedono. E’ quindi inesatto parlare di stasi
dell’antiquariato, è una condizione che si supera se si sanno
leggere i segnali, se si assecondano le richieste del mercato e
se ne colgono le oscillazioni tenendo come fermo punto di
partenza che il più importante credito degli oggetti che
proponiamo è la grande qualità e la loro limpida provenienza.
Con qualità e serietà, lontani
dall’approssimazione auspichiamo portare la nostra categoria ad
entrare in modo più incisivo nella realtà culturale e sociale
delle nostre città fino a operare in sinergia con le
Istituzioni, anche e specialmente quando si parla di
salvaguardia del patrimonio artistico e di tutela dei beni
culturali. E’ in quest’ottica che il nostro lavoro si deve
altresì leggere ed interpretare: il patrimonio italiano e dei
paesi che come il nostro vantano una tradizione culturale lunga
secoli è fatto anche dei beni degli antiquari. Di tutti quegli
oggetti, dipinti e arredi che sono il cuore della nostra
professione e che proponiamo, talvolta dispiacendoci per il
distacco.
(Il Presidente)
Domenico Piva |